Il franchising italiano si conferma solido ed entra in una nuova fase di crescita, contribuendo per l’1,7% al Pil del Paese. È quanto emerge dai dati del “Rapporto Assofranchising Italia 2026 - Strutture, Tendenze e Scenari”, realizzato da Patrigest insieme a Teha Group, presentato oggi, giovedì 18 giugno, al Franchising Summit 2026. L’anno scorso il comparto ha raggiunto un giro d’affari di 39 miliardi di euro, in aumento di otto punti percentuali rispetto al 2024, registrando performance superiori alla media del mercato in tutti i principali settori merceologici. Un risultato significativo in un contesto segnato da quella che può essere definita «l’era dell'incertezza permanente». 61% degli italiani sceglie con attenzione prodotti e servizi Conflitti, inflazione e caro energia continuano infatti a condizionare le prospettive economiche italiane – la crescita cumulata prevista per il biennio 2026-2027 è pari all’1,1%, il dato più basso dell’Unione europea – e i comportamenti di consumo delle famiglie. I cittadini, infatti, sono sempre più orientati alla prudenza, gli acquisti diventano mirati ma non sono pronti a rinunciare alle proprie abitudini. Il 61% degli italiani, di fronte all’esigenza di recuperare parte del potere di acquisto, seleziona con attenzione prodotti e servizi su cui concentrare le spese non necessarie preferendo soluzioni gratificanti, percepite come distintive e di valore. Stabile il numero dei punti vendita (sceso da 62.902 a 62.449), mentre cresce in modo significativo l’occupazione, con oltre 327.200 addetti (+12%) e una media superiore a 5 occupati per punto vendita.