Roma, 19 giu. (askanews) – Di fronte ai recenti casi di cronaca che hanno riportato al centro del dibattito pubblico il tema dell’allontanamento dei minori dalle famiglie di origine, il mondo accademico, giuridico e scientifico si è interrogato su una delle questioni più delicate che riguardano l’infanzia. Lo ha fatto oggi nell’Aula Calasso della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza Università di Roma, in occasione del convegno ‘Le misure di allontanamento dei minori: un confronto interdisciplinare’, un incontro che ha riunito magistrati, giuristi, psicologi, medici e assistenti sociali con l’obiettivo di analizzare criticità, strumenti di tutela e prospettive future di un sistema chiamato a prendere decisioni che incidono profondamente sulla vita dei bambini e delle loro famiglie.

Ad aprire i lavori è stata Anna Maria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza e moderatrice dell’incontro, che ha subito chiarito il senso dell’iniziativa: promuovere un confronto interdisciplinare capace di superare letture parziali e mantenere sempre al centro il superiore interesse del minore. ‘Vogliamo riflettere su quando queste misure siano realmente opportune e quando invece non lo siano, valutando quanto debbano rappresentare un’estrema ratio’, ha spiegato Giannini. ‘L’obiettivo è preservare, laddove possibile, il rapporto tra il minore e i suoi genitori, accompagnandolo con adeguati percorsi di sostegno’. Una premessa che ha dato il tono all’intera giornata di studio, caratterizzata dalla ricerca di un equilibrio tra tutela dei bambini, sostegno alle famiglie e responsabilità delle istituzioni. A raccogliere questo spunto è stata Luisa Avitabile, Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza, che ha sottolineato il valore simbolico e culturale del confronto ospitato all’interno della storica facoltà romana. Secondo Avitabile, il tema dell’allontanamento dei minori richiede necessariamente uno sguardo trasversale, capace di mettere in dialogo discipline diverse. Giuristi, medici, neuropsichiatri, psicologi, sociologi e assistenti sociali sono chiamati a confrontarsi su una materia che riguarda non soltanto la tutela dell’infanzia, ma il processo di crescita e formazione della persona. La Facoltà di Giurisprudenza, ha osservato, può diventare il luogo in cui queste competenze si incontrano per contribuire alla costruzione di una legislazione sempre più adeguata e di una giurisdizione attenta alla cura dei minori e, indirettamente, anche degli adulti che ne accompagnano lo sviluppo.