Alla ricerca della nobiltà un po’ smarrita, la Svezia ritrova i mondiali dopo otto anni. La tredicesima partecipazione alla fase finale del torneo iridato è arrivata con un cammino non proprio agevole e il pass staccato solo ai playoff battendo la Polonia.

I fasti perduti

Discontinua negli ultimi anni, la nazionale presa in mano da Graham Potter a ottobre 2025 cercherà di far ricredere gli scettici e provare a eguagliare i risultati ottenuti nell’ultima edizione disputata in America, l’incredibile terzo posto a Usa 1994, uno dei picchi gloriosi per la nazionale scandinava, capace però di giocarsi una finale – ma tornando molto indietro nel tempo al 1958 – persa con il Brasile e con in panchina George Raynor.

Ora dopo la mancata qualificazione a Qatar 2022 ci riprova un altro ct inglese, Potter, a mantenere lo slancio per ritrovare i fasti di un tempo. La Svezia, nella storia più recente, è diventata poi l’incubo per gli azzurri, essendosi resa protagonista della prima storica eliminazione dell'Italia dai Mondiali 12 anni fa (quelli in Russia). Quando Potter ha sostituito Jon Dahl Tomasson in panchina lo scorso ottobre, per l’inglese si è trattato di una sorta di ritorno a casa. Potter si era fatto le ossa come allenatore all’Östersund, squadra che ha portato dalla quarta serie del campionato svedese alla massima serie, l’Allsvenskan, conquistando anche la Coppa di Svezia nel 2017 e la qualificazione alla fase a gironi dell’Europa League.