L’assoluzione è arrivata dopo cinque anni e due condanne a Brescia, in primo grado e in appello. Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, i due pm che avevano sostenuto l’accusa nei processi contro l’Eni e i suoi manager per corruzione internazionale, sono stati infine pienamente assolti dalla Corte di cassazione: “Il fatto non sussiste”. Sono cadute le accuse di “rifiuto di atti d’ufficio”, cioè di non aver depositato in aula atti considerati favorevoli alle difese, nel processo che si era comunque concluso nel marzo 2021 con l’assoluzione per tutti gli imputati.
L’avvocato Massimo Dinoia, insieme al collega Fabio Federico, ha difeso i due pm fino alla vittoria finale.
C’è voluto molto tempo per arrivare a questo punto, perché?
Bella domanda! Non lo so, perché per me era chiarissimo fin dal primo momento che non poteva esistere alcun reato, ma proprio giuridicamente: non poteva esistere. Bastava leggere la contestazione d’accusa e poi i codici, per capire subito che non c’era alcun reato.
Eppure ci sono voluti cinque anni.










