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Era un’accusa gravissima per un pm, quella di aver nascosto prove favorevoli alle difese. E i pubblici ministeri imputati erano addirittura due e con contestazioni che sono costate anni di processi che in primo e secondo grado si erano conclusi con condanne a otto mesi. La pena era sospesa, ma non era tanto quella la cosa che contava, quanto la macchia che sarebbe stata indelebile sulle loro carriere, una quasi alla fine, l’altra per niente affatto. E che avrebbe comportato pure gravi conseguenze dal punto di vista disciplinare.La Cassazione assolve De Pasquale e Spadaro

Oggi, però, una sentenza della Cassazione ha spazzato via due gradi di giudizio e quella pesantissima ipotesi d’accusa. Sono stati assolti con formula piena, «perché il fatto non sussiste», il pm di Milano Fabio De Pasquale, messinese, che tra poco più di un anno andrà in pensione, magistrato dai tempi di Mani Pulite, che ottenne la prima condanna definitiva di Bettino Craxi, ma anche quella di Silvio Berlusconi per il caso Mediaset, e Sergio Spadaro, quasi 50 anni, nato a Reggio Calabria, ex pm a Milano e ora all’Eppo, ossia alla Procura europea.

Il processo Eni-Nigeria e l'assoluzione degli imputati