VOLPAGO (TREVISO) - Le accuse sono pesanti: aver maltrattato la moglie, con cui conviveva, vessandola continuamente con offese e aggressioni fisiche, limitandone la libertà di movimento, impedendole di uscire e controllandole persino il cellulare. È ciò che la Procura di Treviso contesta a un 48enne di Volpago, finito a processo (difeso dall'avvocato Barbara Guolo), con l'accusa di maltrattamenti, lesioni e pure sequestro di persona.

Nonostante la moglie (fra l'altro l'unica della coppia ad avere un lavoro stabile) abbia in un successivo momento ritirato la querela, questo non sottrae l'uomo dai suoi guai con la giustizia, essendo una delle ipotesi di reato contestate (quella di lesioni) procedibile d'ufficio dal pubblico ministero. Perciò l'imputato, al momento sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie, con tanto di braccialetto elettronico, opterà per la strada del patteggiamento, concordando una pena (la proposta della difesa è di un anno e sei mesi) col sostituto procuratore titolare del fascicolo Davide Romanelli.Botte e minacce con i coltelli: l'inferno in casa di una 15enne. Genitori a processo Le accuse I maltrattamenti che vengono contestati al 48enne coprono un lasso di tempo che va dal 2016 fino al 2025. Tra gli episodi più gravi denunciati dalla donna, ce n'è in particolare uno dell'aprile dello scorso anno. Secondo quanto raccontato dalla 50enne in sede di denuncia, una sera il compagno l'avrebbe minacciata con un coltello dicendole: «Questa notte ti uccido», tanto da costringerla a dormire nella stanza delle figlie. Un mese dopo, a maggio, per impedirle di recarsi al consolato marocchino di Verona per alcune pratiche burocratiche, l'avrebbe minacciata e chiusa all'interno della stanza da letto, impedendole di uscire. Da qui l'accusa di sequestro di persona. Ancora un mese dopo, il 18 giugno sempre dell'anno scorso, il 48enne è accusato di aver aggredito la moglie con un bastone da tenda, ferendola alle braccia e alle gambe.A diversi di questi episodi che, secondo il pm, hanno instaurato nella convivenza «un clima di costante prevaricazione, costringendo la vittima a un regime di vita tormentoso e disagevole», assistevano anche le due figlie minorenni. Una delle quali, secondo quanto contestato dalla Procura, sarebbe stata anche lei picchiata dal padre, che, il 2 agosto, l'avrebbe colpita con pugni alla testa. Dalla lite col genitore, la ragazzina - si legge nel capo d'imputazione - n'è uscita anche con un braccio slogato «mentre cercava di impedire al padre di portarle via dei vestiti» scrive sempre il pm.Picchia la compagna con un manico di scopa fino a romperle una costola: arrestato dopo l'allarme dato dai vicini La riconciliazione Durante l'udienza che si è tenuta oggi (19 giugno) al tribunale di Treviso, la donna ha annunciato di aver ritirato la denuncia sporta nei confronti del marito dopo essersi riconciliata con lui: «È cambiato, ora si comporta bene». Rimanendo in piedi solo l'accusa di lesioni, il 48enne opterà per un patteggiamento (rito che dà diritto a uno sconto di pena). La difesa ha inoltre chiesto ai giudici di rivedere la misura cautelare a cui si trova sottoposto l'imputato (il divieto di avvicinamento). Su questa richiesta il collegio si è riservato. Si torna in aula il 10 luglio.