Reggio Emilia, 18 giugno 2026 – “Ti decapito con la motosega o ti accoltello”. È una delle innumerevoli minacce di morte nei confronti della compagna che avrebbe pure segregato e violentata. Maltrattamenti, che stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, duravano da dieci anni, che hanno portato all’arresto di un 69enne di Vezzano sul Crostolo. L’uomo ora è finito in carcere dopo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate, sequestro di persona e violenza sessuale.
I carabinieri della stazione vezzanese hanno raccolto la sofferta denuncia della vittima che ha avuto il coraggio di rifugiarsi a casa di un familiare, raccontando tutto. Innumerevoli gli episodi: l’ultimo risale al 6 giugno quando sono scattate le manette ai polsi dell’uomo. In quell’occasione l’ha minacciata dopo averla aggredita.
Da quanto è emerso poi, la controllava ossessivamente anche tramite telefonino e appostamenti sotto il luogo di lavoro. E poi calci, pugni, cinghiate e oggetti lanciati. Ma la costringeva anche a rapporti sessuali almeno due o tre volte a settimana, chiudendola in casa ed evitando di farla uscire. L’uomo, con diversi precedenti per reati gravissimi contro la persona, è stato ritenuto socialmente pericoloso dal gip che ha disposto il carcere dopo aver fatto scattare il codice rosso anti-violenza.







