Nuovo bando europeo Cerv scade a settembre 2026, offrendo finanziamenti ai Comuni per rilanciare i gemellaggi e l’integrazione dal basso. Interviene l’europarlamentare Nardella.

Quando si parla di Europa pensiamo subito a Bruxelles e Strasburgo, alle direttive e ai tecnicismi che a volte sembrano lontani dalla vita di tutti i giorni. Ma l’Unione vive davvero altrove. Nelle piazze, nei municipi, nelle scuole, dove cittadini di Paesi diversi si incontrano, mangiano insieme, discutono, si conoscono. È la grammatica più semplice e più potente dell’integrazione europea, ed è la ragione per cui i gemellaggi tra città restano uno degli strumenti più preziosi che abbiamo. Quando ero Sindaco di Firenze ho potuto constatare ogni giorno quanto le città e i Comuni beneficino dei fondi europei, diretti e indiretti. Eppure l’Europa continua a essere percepita come una realtà distante.

Oggi, lavorando al Parlamento europeo, mi accorgo di quanto sia grande la sfida di comunicare come i finanziamenti UE migliorino concretamente la coesione territoriale e sociale dei nostri territori. Da Presidente di Eurocities ho visto come da uno scambio scolastico, da una settimana di ospitalità in famiglia o da un festival condiviso possa nascere qualcosa di più duraturo di mille campagne istituzionali. Si crea un legame. E quel legame, moltiplicato per migliaia di Comuni in tutta Europa, è ciò che tiene insieme il continente quando le crisi rischiano di disgregarlo.