«Scrivo da paziente affetto da sclerosi multipla da 20 anni e non da medico». Inizia così la lettera inviata alla Gazzetta del Mezzogiorno da un paziente che ha voluto trasformare la propria esperienza in un messaggio di gratitudine verso l’equipe di fisioterapia del secondo piano dell’ospedale vecchio di Barletta.

Un racconto personale diventato una testimonianza sul valore della riabilitazione e sul ruolo fondamentale degli operatori sanitari nel percorso di chi convive con una malattia cronica.

«Tre o quattro anni fa ho iniziato fisioterapia. Con scetticismo – racconta – pensavo “tanto passa”. Non è passata. È migliorata». Per il paziente, la fisioterapia non è soltanto una serie di esercizi, ma un percorso capace di restituire autonomia e fiducia: «È riprenderti la tua vita a pezzi piccoli. È alzarti dal letto senza dolore, giocare con i tuoi figli senza fermarti, tornare ad essere te».

Un miglioramento arrivato attraverso la costanza e il lavoro quotidiano: «Non perché sono guarito da un giorno all’altro, ma perché ogni seduta mi ha insegnato che il corpo, se guidato bene, risponde. Che la costanza batte il miracolo. Che chiedere aiuto non è debolezza».

Il ringraziamento è rivolto all’intera equipe del reparto, descritta come un punto di riferimento per preparazione e attenzione verso i pazienti. «Ho trovato professionalità vera. Persone che studiano, si aggiornano, sanno cosa fanno. Ti spiegano perché ti fa male, non solo cosa devi fare». Ma il tratto che più ha colpito il paziente è stato quello umano: «Dal primo all’ultimo membro dell’equipe ti accolgono con un sorriso. Ti danno del tu senza perdere il rispetto. Ti fanno un abbraccio quando serve».