Essere amici del presidente americano, Donald Trump, è peggio che andare sulle montagne russe. Ne sa qualcosa la premier italiana, Giorgia Meloni, che si è ritrovata da interlocutrice a destinataria di commenti e giudizi davvero poco presidenziali e sufficienti a creare un incidente diplomatico di lunga durata.
Sembrano passata anni luce da quel 2022, quando Trump, che sognava la rielezione, aveva individuate nella leader del centrodestra la migliore delle sponde possibili per il suo disegno: esportare il modello Maga in Ue. Meloni era giovane, conservatrice, atlantista, l’immagine di una destra vincente in Europa. Di governo, ma senza abbandonare I suoi principi fondativi. Per questo, al suo insediamento, nel gennaio 2025, l’ha voluta a Washington, unica leader europea invitata insieme con Viktor Orban.
La premier, Giorgia Meloni, con il presidente americano Donald Trump
Ma la luna di miele era iniziata subito a dicembre, quando Meloni, a sorpresa era volata in Florida e aveva incontrato Trump nella sua residenza di Mar-a-Lago. È il primo vero momento di costruzione del rapporto personale. Sul tavolo: Ucraina, energia, dazi, Medio Oriente e il caso della giornalista Cecilia Sala. Da lì, la premier viene vista come pontiera fra Washington e Bruxelles.














