Roma, 17 giugno 2026 – Spensieratezza da Festival di Cannes più che rigore da G7: a Evian i fuoriprogramma si sprecano e il più gustoso mette in scena il disgelo tra Roma e Washington. Protagonista è Giorgia Meloni che, in cravatta in tono sul tailleur pantalone chiaro, incrocia Donald Trump e Friedrich Merz insieme al presidente del Consiglio Ue, António Costa. È proprio quest’ultimo a lanciare l’esca: “Siete tornati amici?”. La premier rassicura: “Lo siamo sempre stati”.
Il tycoon però gigioneggia: “Sono stato abbandonato”. “No, non è vero”, replica lei ridendo, mentre Costa sigilla la pace: “Ora lo siete di nuovo”. Sipario. La sfilata dell’informalità continua: Merz nota il look inedito della leader italiana e lei si presta alla battuta: “Potete considerarmi una guerriera”. “Oltre che una signora!”, si inserisce il portoghese, che poco dopo la sfida sulla lotta al tabacco: “Ho smesso... un mese fa”, rivela lei, ricordando divertita una delle sue ultime sigarette fumate in Giappone con la premier Sanae Takaichi; “Io da 21 anni”, si vanta lui. Schermaglie soft che inviano un segnale: la tensione dei mesi scorsi è alle spalle. Il punto è che il solitamente ringhioso Trump stavolta fa l’amicone. Merito del buonumore per l’incubo iraniano al capolinea (forse), ma anche della consapevolezza che dell’Europa stavolta ha bisogno.










