Un voto del Parlamento europeo atteso e per molti mesi rinviato. Un braccio di ferro che dura dalle fasi iniziali di definizione della direttiva Acque reflue si è concluso ieri con l’approvazione di una risoluzione che di fatto “congela” una parte della Direttiva. 294 voti favorevoli, 254 contrari e 28 astensioni, Parlamento di Strasburgo spaccato. Un voto che ha messo assieme gruppi di destra e Partito popolare, mentre il Governo italiano è stato particolarmente attivo per arrivare al blocco.
Ma cosa è successo? Il Parlamento europeo ha approvato ieri una mozione di risoluzione sulla Direttiva europea sul trattamento delle acque reflue urbane (Uwwtd) che chiede la sospensione immediata (stop the clock) del regime di Responsabilità estesa del produttore (Epr) e dell’obbligo di trattamento quaternario per la rimozione dei microinquinanti dalle acque reflue urbane. La formula prevede la realizzazione entro il 2026 di una valutazione d’impatto indipendente col coinvolgimento del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema). Evidentemente l’assessment report prodotto a suo tempo dal centro di ricerca istituzionale dell’Unione, il Jrc è stato considerato “di parte”.















