di
Roberto Pezzali
Non sarà un vero e proprio blocco, ma le nuove misure di Google renderanno più difficile il sideloading per chi è meno pratico. Si parte a settembre con quattro Paesi, con espansione a livello globale nel 2027.
Google ha annunciato la timeline definitiva per l'introduzione della developer verification su Android, il sistema che cambierà in modo sostanziale le modalità di installazione delle app al di fuori del Play Store. Dal 30 settembre 2026 le nuove regole entreranno in vigore per gli utenti di Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia, con un'espansione globale prevista per il 2027.
Il meccanismo è semplice nella sua logica: ogni app distribuita su Android dovrà essere collegata a uno sviluppatore registrato e verificato, quindi una persona fisica o giuridica che ha completato un processo di identificazione, e non un account anonimo che può scomparire dopo aver distribuito malware, riapparendo il giorno dopo con un nuovo profilo. La registrazione richiede nome legale, indirizzo, email e numero di telefono nel caso di sviluppatori che lavorano in proprio, mentre le organizzazioni devono fornire anche il DUNS (Data Universal Numbering System) e verificare il proprio sito web. In alcuni casi è richiesto il caricamento di un documento d'identità governativo.










