Da qualche giorno, dopo la foto a pranzo tra Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni, si torna a parlare dell’idea di unire tutto ciò che sta a sinistra della destra. Ma c’è una domanda che andrebbe posta prima ancora di discutere di leadership e candidature: un governo che metta insieme Matteo Renzi, Avs e M5S avrebbe davvero una visione comune del Paese?
Perché la politica non è una fotografia elettorale. È decidere cosa fare quando arrivano i dossier veri: lavoro, pensioni, fisco, industria, difesa, privatizzazioni, Europa.
Prendiamo l’Europa. Il partito di Renzi siede in Renew Europe, la famiglia liberale e centrista europea. Renew sostiene una maggiore integrazione del mercato unico, politiche economiche liberali, competitività delle imprese e, negli ultimi anni, ha fatto della difesa europea e dell’aumento degli investimenti militari una delle sue priorità strategiche. Il gruppo chiede esplicitamente più spesa per la difesa, acquisti comuni e una vera Unione europea della difesa.
Dall’altra parte, il M5S nonché Avs siedono nel gruppo della The Left/GUE-NGL, la sinistra europea più radicale, che raccoglie forze ecosocialiste, socialiste e anticapitaliste e che nasce proprio in opposizione alle politiche considerate neoliberali dell’Unione.












