| 19 Giugno 2026 14:02 |
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(Adnkronos) – In risposta ai cambiamenti demografici e generazionali, il modello di welfare aziendale di Wind Tre, si è evoluto da “un sistema tradizionale a uno più flessibile e personalizzato. L’azienda, nata dalla fusione di Wind e Tre e controllata dal gruppo Hutchison, parte da una base già strutturata di welfare classico: assistenza sanitaria integrativa, previdenza complementare e coperture assicurative per i dipendenti. Su questa base, negli anni, ha sviluppato un modello più orientato all’attrazione e retention dei talenti, in particolare dei profili più giovani”.
Lo ha detto Manuela Giusti, People Relations & Compensation director di Wind Tre, partecipando al dibattito ‘La demografia cambia la società’ organizzato oggi in occasione della sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell’evoluzione demografica a Palazzo dell’Informazione a Roma.
“Attraverso un sistema di ascolto continuo dei dipendenti – ha spiegato Giusti – l’azienda rileva bisogni diversi in base alle generazioni e alle fasi di vita, costruendo risposte non standardizzate ma modulabili”. Tra gli strumenti principali, “la conversione del premio di risultato in welfare, che consente ai lavoratori di trasformare una componente economica in servizi – sanità, previdenza, formazione, ma anche consumi e benessere personale – Questo meccanismo è reso possibile dal quadro fiscale di incentivazione del welfare aziendale”. Un secondo pilastro è il programma ‘Time for Me’, che introduce “forme di flessibilità evoluta: possibilità di congedi brevi o medi per esigenze personali, familiari, formative o di cura”, ha detto. Infine, c’è un servizio di supporto concreto alla vita quotidiana. Si tratta di “una piattaforma che facilita la ricerca di babysitter, badanti e assistenza per caregiver, oltre a supporto nelle pratiche amministrative – ha illustrato – Questo si inserisce nella logica di riduzione del ‘carico invisibile’ di cura che grava sui lavoratori, soprattutto nelle fasi più delicate della vita familiare”.









