Sono in tutto settanta gli alimenti sotto sequestro nell'inchiesta sul mistero di Pietracatella, il paesino del Molise dove, nei giorni di Natale, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita – madre e figlia – sono morte per sospetto avvelenamento da ricina. Lo si evince dagli allegati notificati alle parti in vista del conferimento di incarichi a nuovi consulenti, in programma il 29 giugno a Pavia.

Oltre ai 19 alimenti che furono sequestrati il 29 dicembre nell'abitazione di Gianni Di Vita, al secondo piano dello stabile (ancora oggi sotto sequestro) in via Risorgimento a Pietracatella, ci sono molti altri prodotti, tra alimenti fatti in casa e altri confezionati di varie marche, che furono prelevati il 7 gennaio scorso. Nel dettaglio si tratta di 18 alimenti nel freezer e 17 alimenti nel frigorifero sempre nell'appartamento della famiglia Di Vita e poi 16 alimenti (8 prelevati dal frigorifero e 8 dal freezer) nell'appartamento al primo piano dello stesso stabile dove – prima che scattassero i sigilli – viveva la madre di Gianni Di Vita, Giuseppina Cinquino. Tutto il materiale sequestrato è stato affidato all'Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise.

I nuovi consulenti – italiani ma anche tedeschi – avranno ora il compito di verificare se in questi alimenti siano presenti o meno tracce di ricina. Gli stessi consulenti dovranno cercare tracce del veleno che ha ucciso Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, anche da indumenti, mobili e altri oggetti presenti nella casa della famiglia.