I prezzi dei carburanti continuano a scendere dopo il disgelo in Medio Oriente, ma l’attenzione ora è tutta sul calendario. Il 3 luglio 2026 scadrà infatti il taglio delle accise di 5 centesimi al litro introdotto dal governo per calmierare benzina e diesel: in assenza di una proroga, fra 14 giorni il pieno tornerà a costare di più.

Se lo sconto fiscale non ci fosse già oggi, la benzina salirebbe a 1,901 euro al litro (contro 1,851) e il diesel raggiungerebbe di nuovo i 2 euro al litro (oggi 1,950). Si tratta di un aumento di circa 5 centesimi al litro, che diventano poco più di 6 centesimi considerando anche l’Iva. Proprio la soglia psicologica dei 2 euro rappresenta una variabile critica anche sul fronte dell’inflazione.

Secondo Staffetta Quotidiana, oggi il diesel scende ai minimi dal 7 marzo, mentre la benzina tocca il livello più basso dal 2 maggio. La flessione dei listini non sarà rapida e difficilmente si tornerà ai valori precedenti alla crisi USA-Iran, ma per gli automobilisti arriva comunque una boccata d’ossigeno.

Questa mattina la media in self service sulla rete nazionale è pari a 1,851 euro al litro per la benzina (-11 millesimi su ieri), 1,950 euro per il gasolio (-13), 0,773 euro per il GPL (-2) e 1,561 euro/kg per il metano (invariato).