E niente, passano i mesi ma monitoraggio dopo monitoraggio, in Italia non si muove nulla sul fronte delle vendite di auto nuove: a leggere l’ultima Sintesi statistica realizzata dall’associazione di settore Unrae, il nostro Paese si conferma non solo come quello in cui nel 2025 si è registrato un calo anziché un aumento delle immatricolazioni su base annua (-2,1% a fronte del +2,4% della media europea), ma è anche stabilmente il fanalino di coda nella transizione elettrica in Europa. La quota di veicoli ricaricabili si attesta al 12,8% contro una media del 31,2% dei degli altri 31 Paesi del Vecchio continente analizzati (Ue più Regno Unito più Efta). E parliamo appunto delle auto elettriche ricaricabili prese nel loro complesso (Electric chargeable vehicle, Ecv) in cui rientrano dunque anche le Plug-in (quelle con motore termico ed elettrico ricaricabile alla presa) perché se prendessimo in considerazione soltanto le auto 100% elettriche (Battery electric vehicle, Bev) ci sarebbe di rimanere ancora più sconsolati.

Nonostante la spinta data dal bonus rottamazione dello scorso autunno, la quota di mercato dei veicoli a batteria è sì cresciuta rispetto al 6,2% del 2025, ma si è arrestata in questi primi mesi del 2026 all’8%, contro il 20,9% della media europea. Ma anche solo a voler guardare al settore elettrico nel suo complesso, lo scenario non è tanto migliore: nonostante un aumento rispetto al passato, l’Italia resta fortemente distante dai mercati principali come Regno Unito (34,5%), Germania (30,0%) e Francia (26,7%). E se, va ricordato, quel bonus rottamazione a cui abbiamo fatto riferimento sopra è stato messo in campo dal governo Meloni prendendo i 597 milioni necessari dai fondi originariamente previsti nel Pnrr per la realizzazione di nuove colonnine di ricarica, anche sul fronte delle infrastrutture il ritardo è evidente: l’Italia è al 16° posto in Europa con appena 15,5 punti di ricarica ogni 100 km.