Nello Speciale Turismo sul Venerdì di questa settimana Maurizio Fiorino dedica un servizio al fascino dei Grand Hotel, da quello di Rimini amato da Fellini al Des Bains del Lido dove Thomas Mann ambientò la sua Morte a Venezia, al Quisisana di Capri eccetera. Questi alberghi, commenta Fiorino, sopravvivono come "magnifici fantasmi" di un'epoca in cui il turismo era appannaggio di un'élite ricca ma soprattutto elegante che non andava in vacanza in infradito come noi moderni mortali. E però, infradito o meno, i potenti della Terra ai piaceri dei Grand Hotel non rinunciano. La schermata qui sopra riproduce i Bürgenstock Hotels & Resort, complesso residenziale di extralusso affacciato sul lago di Lucerna, in Svizzera, già location per film di James Bond e residenza di star come Sophia Loren e Audrey Hepburn. È qui che dovevano incontrarsi la delegazione americana e quella iraniana per i colloqui di pace, ma J.D. Vance non è partito e l’incontro è stato rimandato a tempo indeterminato. In ogni caso si conferma una banalissima osservazione: da sempre per decidere se e come smettere di mandare la gente ad ammazzare e ad ammazzarsi ci si incontra in luoghi che offrano il massimo comfort. Naturalmente, a consultare il sito, per stasera camere e suite del resort risultano tutte occupate: la prossima settimana invece c'è posto, a prezzi che vanno dai 400 euro per una doppia in un rustico chalet ai 1.980 per una all'hotel Contemporary, "the peak of luxury hospitality". Tasse ed extra esclusi.
I Grand Hotel dove si decidono le sorti del mondo
VIAGGI DA FERMO Iraniani e americani in Svizzera, miliardari e Ceo in Irlanda: per ricchi e potenti gli alberghi di lusso non passano di moda
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