di
Francesca Sala
Nella bufera il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale che fino alla fine di giugno lavorerà dalla Repubblica Dominicana. Vicenda diventata ora terreno di scontro politico. «Ma da luglio torna in ufficio»
C'è chi timbra il cartellino guardando il Resegone e chi lo fa con il sole dei Caraibi fuori dalla finestra. A Calolziocorte, alle porte di Lecco, per tutto il mese di giugno, il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale sta lavorando in smart working dalla Repubblica Dominicana, a quasi ottomila chilometri dal municipio. Una scelta autorizzata dall'amministrazione e diventata ora terreno di scontro politico, con le opposizioni che parlano di una deroga cucita su misura e minacciano di rivolgersi alla Corte dei Conti.
La vicenda nasce da una situazione familiare. Il dipendente, assunto soltanto pochi mesi fa dal Comune, non aveva ancora maturato un numero sufficiente di ferie. Nel frattempo la moglie e le due figlie piccole, cittadine dominicane, avevano la necessità di rientrare temporaneamente nel Paese d'origine. Lui ha deciso di accompagnarle e, per evitare un'assenza prolungata dal servizio, ha chiesto di poter lavorare da remoto fino al 30 giugno. Nella richiesta presentata all'amministrazione, lo stesso funzionario definisce l'istanza «eccezionale».








