La Francia ha smantellato nove strutture clandestine riconducibili alla sicurezza pubblica cinese. Secondo Le Monde, erano usate per sorvegliare la diaspora e per fare pressione sui dissidenti. Uno sviluppo che riporta l’attenzione sul dossier della repressione transnazionale di Pechino in Europa e non solo

A Parigi il dossier sulle interferenze cinesi cambia passo. Dopo un’indagine durata circa un anno, il controspionaggio francese ha definitivamente chiuso nove stazioni di polizia cinesi, strutture clandestine riconducibili al Ministero della Pubblica Sicurezza cinese e attive, riporta Le Monde, soprattutto nell’area parigina. Le strutture avrebbero operato dietro la copertura di associazioni comunitarie e culturali, con il compito di sorvegliare la diaspora, raccogliere informazioni e fare pressione sui dissidenti.

Secondo le ricostruzioni del ministero dell’Interno francese, le strutture sono state chiuse a causa della loro funzione di estensione informale di apparati collegati al Ministero della Pubblica Sicurezza di Pechino, con precisi compiti di monitoraggio della diaspora, di individuazione di oppositori del regime e di facilitazione del reclutamento di informatori.

Le struture individuate