La Direction générale de la sécurité intérieure (Dgsi), il servizio di sicurezza interna francese, ha deciso di interrompere il contratto con il colosso statunitense Palantir e sostituirne i servizi con quelli della francese ChapsVision. Lo ha comunicato martedì, in un video, il primo ministro Sébastien Lecornu.
La decisione francese non va però letta come un referendum su Palantir. L’azienda americana rappresenta piuttosto l’epifenomeno di una discussione molto più profonda che attraversa le cancellerie europee: quella sulla sovranità tecnologica, sulle dipendenze strategiche e sul controllo delle infrastrutture digitali che sostengono le funzioni più sensibili dello Stato.
Un mese fa il Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV), il controspionaggio tedesco, aveva annunciato una decisione simile, come raccontato su Linkiesta. Anche nel Regno Unito sono in corso verifiche su alcuni accordi governativi siglati dall’azienda guidata da Alex Karp dopo un rapporto della commissione Scienza, innovazione e tecnologia della Camera dei Comuni che definisce la crescente presenza di Palantir nel settore pubblico britannico come un «punto debole inaccettabile». A inizio mese il sottosegretario alla Difesa olandese Derk Boswijk aveva dichiarato alla Camera che entro due anni dovrà essere disponibile una «alternativa a tutti gli effetti», pur riconoscendo che una sostituzione immediata comporterebbe rischi operativi.










