La Francia chiude a Palantir. Non subito. Ma lo farà. Il governo non rinnoverà i contratti con l’azienda fondata da Peter Thiel che ha fornito la sua Intelligenza artificiale soprattutto alla direzione generale della sicurezza interna, la Dgsi. Una decisione maturata in un clima di crescente scetticismo in Europa verso la fornitura tecnologica dei colossi statunitensi. Palantir lavora con il governo francese dal 2015, poco dopo la strage del Bataclan. Allora non c’erano soluzioni interne per l’analisi dei dati per prevenire attentati. Oggi la Francia ce l’ha. E ha affidato questi servizi a una sua azienda, ChapsVision, nata nel 2018. Staccarsi da Palantir non sarà semplice e ci vorrà tempo. Ma l’annuncio del primo ministro francese, Sébastien Lecornu, racconta di un movimento più ampio che riguarda l’Europa, alla ricerca di alternative al primato statunitense in campo tecnologico. Palantir lavora con decine di governi. La sua Ai e i suoi software sono tra i più avanzati nell’analisi dei dati, nella ricerca di correlazioni e nel supporto alle attività investigative e di sicurezza. Centinaia i contratti siglati a livello globale. Anche in Italia.
Sul sito della Difesa sono indicati diversi contratti con Palantir. Dai documenti pubblici consultabili emergono spese per almeno 2,8 milioni di euro. Il primo nel 2015, come la Francia. Non è chiaro quali servizi siano stati acquistati. Né per quali funzioni operative. Nei documenti si parla genericamente di forniture informatiche e di un “Programma Palantir”. I numeri (e i contratti) di Palantir Italia Secondo quanto apprende La Stampa non si tratterebbe dei programmi di sorveglianza per cui l’azienda americana è diventata famosa nel mondo. Ma di software per aggregare e processare informazioni reperibili online. Palantir Italia, il ramo italiano della società californiana, ha tre dipendenti e un fatturato in calo dal 2022 ad oggi. Da 2,3 milioni di euro è passata a 864 mila euro nel 2025. I bilanci societari parlano di ricavi che arrivano “principalmente dalle prestazioni di servizi derivanti da contratti con la Pubblica amministrazione con la capogruppo”. Perché oltre a Palantir Italia la società lavora con la Pa tramite la casa madre. Ma per offrire cosa? I documenti ufficiali non lo dicono. Ma in base all’offerta dell’azienda stessa, il principale candidato è Gotham. Il software più noto dell’azienda e uno dei più utilizzati da apparati di polizia e difesa. La sua funzione principale è integrare dati provenienti da intelligence, forze di polizia e rapporti operativi per individuare collegamenti, anomalie e schemi utili alle indagini e alle operazioni militari. Forse il migliore al mondo nel suo genere. È questo che vende soprattutto ai governi. Insieme ad altri due sistemi che si occupano di organizzazione della logistica e implementazione di Ai generativa. Dietro lo stop di Parigi, un tema geopolico: il digitale oggi è sovranità Palantir è efficace. I dubbi francesi non riguardano aspetti tecnici. Ma politici. Lo spiega un aforisma piuttosto abusato di questo periodo. Recita così: in geopolitica non esistono amici, ma solo interessi nazionali convergenti. L’autore, Lord Palmerston (riletto poi da Henry Kissinger), fotografava quanto possano essere volubili i rapporti internazionali in un’epoca di grandi cambiamenti. Parigi ha deciso di scegliere un’azienda nazionale perché vuole riappropriarsi della sovranità dei suoi dati. Ma anche per riconquistare sovranità tecnologica. Palantir è americana, vive soprattutto di contratti con il Pentagono e, in questo momento storico tutto può succedere. Anche che all’improvviso un alleato storico diventi un ex.










