António Costa, presidente del Consiglio europeo, ha difeso la sua decisione a sorpresa di aprire un canale diplomatico con il Cremlino per valutare se esistono le condizioni per avviare negoziati di pace, una possibilità che il suo entourage ha giudicato al momento non praticabile.

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La questione ha dominato il vertice di giovedì dei leader dell'UE a Bruxelles.

Non è emersa una spiegazione chiara del perché Costa, che ha fatto del mantenimento dell'unità dei 27 uno dei fili conduttori della sua presidenza, abbia ritenuto che fosse il momento giusto per tendere la mano a Mosca. All'inizio della settimana si è saputo che il suo capo di gabinetto, Pedro Lourtie, aveva avuto diverse telefonate con un alto collaboratore del presidente russo Vladimir Putin.

Secondo quanto si è appreso, anche se il suo ufficio non lo ha confermato, si tratterebbe di Yuri Ushakov.