Roma, 21 giu. (askanews) – ‘Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto’, scriveva Montale (Satura, Xenia II). E le ultime indiscrezioni su una possibile apertura di un canale di comunicazione tra il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e il Cremlino sembrano dischiudere un flebile spiraglio per l’avvio di un dialogo tra Palazzo Europa e Mosca.

Mentre Mosca subisce il più grave attacco di droni dall’inizio della guerra, segno di una crescente capacità offensiva di Kiev, la diplomazia europea pare muoversi in direzione della capitale russa per aprire alla possibilità di un tavolo tecnico tra le parti. Un’ipotesi che trova un contesto favorevole nell’unità emersa al G7 di Evian tra i leader occidentali. Unità posta subito sotto pressione dagli attacchi mossi venerdì dal presidente statunitense Donald Trump nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Se qualche preoccupazione era serpeggiata nelle cancellerie del Vecchio continente per la paura che, una volta terminata la guerra in Iran, il presidente Trump potesse tornare alla carica sul conflitto russo-ucraino, le convergenze riscontrate in Alta Savoia hanno dato nuovo respiro all’iniziativa europea in Ucraina. ‘Il momento Evian’, lo ha definito il presidente francese Emmanuel Macron, evidenziando la rinnovata sintonia del fronte transatlantico.