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Redazione Online
Eclettico artista e imprenditore: le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo
«Ho un bellissimo progetto per Vicenza, che spero possa andare in porto; da poco ho presentato una linea di occhiali con un importante catena che ha negozi di qualità all’estero; nel frattempo spero di chiudere una trattativa che ho in corso con i cinesi per l’esposizione di miei prodotti in negozi di grandi metropoli e per la produzione di ceramiche e porcellane in Cina. Inoltre, presto presenterò una nuova collezione di ceramiche e mi sto dilettando in un concorso di idee per il nuovo logo degli Aeroporti di Calabria». Sono state queste le ultime parole di Cleto Munari, in una lunga intervista al Corriere del Veneto, nell'estate 2025, a firma Mauro Della Valle. L'eclettico artista vicentino, paladino del colore e dell'innovazione, è morto a 95 anni, proprio mentre progettava nuovi viaggi artistici. Viveva a Brendola, nel Vicentino
«Ho iniziato a lavorare verso i 40 anni, prima ho fatto un po’ il vitellone – raccontava con un sorriso, richiamando il capolavoro di Fellini -, dilettandomi tra cavalli, tennis e bella vita, quindi è come avessi 55 anni, ce ne manca ancora alla pensione». Schietto, inarrestabile, pieno di fantasia, raccontava: «Il mio maestro è stato Carlo Scarpa che ha cambiato la mia vita. Le posate da tavola realizzate con lui mi hanno dato la prima notorietà. Mi chiamarono dal Metropolitan Museum di New York storpiando il mio cognome e risposi che avevano sbagliato numero. Poi per fortuna richiamarono. Sono stato associato negli Studi di Ettore Sottsass a Milano per circa 8 anni, ma ho lavorato anche con Giò Ponti. Ho conosciuto gente interessante e intrigante, ho girato il mondo e mi piacerebbe farlo ancora per un po’».






