TREVISO - Se n'è andato a 90 anni compiuti da poco, lasciando un enorme vuoto nel panorama culturale, economico e politico trevigiano. Ieri, all'ospedale Ca' Foncello, si è spento Renzo Secco, una delle figure più importanti e note della città.

Imprenditore di fama internazionale, fu tra i primi industriali italiani a rivolgere lo sguardo alla Cina come mercato di primaria importanza e non solo, ha ricoperto anche importanti ruoli a livello politico e amministrativo. Nato a Preganziol nel 1935, si è poi trasferito a Treviso dove viveva in via Roggia. Ha fatto un mandato da consigliere comunale a palazzo dei Trecento ed è stato assessore a Ca' Sugana dal novembre del 1976 al novembre del 1978.

È stato uomo di punta del Partito Repubblicano quando, in provincia di Treviso, aveva il 10% dei voti e il suo peso era fondamentale per decidere maggioranze e giunte. E poi la sua enorme passione per la cultura e la storia dell'arte. A lui si devono interventi essenziali come il recupero della piccola chiesa di San Gaeatano, per anni in totale degrado prima del suo impegno.

Ha poi curato alcune pubblicazioni di grande pregio, come quella relativa alla Chiesa di San Gregorio Magno a Treviso e Via Ferrata del Velo. È stato anche grande sostenitore del Fai, fino a farsi promotore della sezione trevigiana dell'associazione di cui è stato fondatore. Una passione condivisa con la moglie Adelina, scomparsa nel 2018, di cui del Fai è stata vicepresidente regionale. Il suo è stato un impegno costante per la città che, nel 2024, gli è valso il Totila d'Oro ricevuto dalle mani del sindaco Mario Conte.