TREVISO «L'unica mia consolazione resta che tu sia, realmente, dentro di me e che quindi, tu sia parte di me, e io di te. Siamo sempre stati l'uno parte dell'altro, e sarà solo con la mia morte che potremo riunirci». È toccante il messaggio scelto per l'epigrafe di Renzo Secco, imprenditore di fama internazionale e tra i primi industriali italiani a rivolgere lo sguardo alla Cina come mercato di primaria importanza. Delle parole scritte dallo stesso Renzo, spentosi domenica all'età di 90 anni, e dedicate all'amatissima moglie Adelina, scomparsa nel 2018 ed ex vicepresidente del Fai. Proprio a lei si fa riferimento nell'epigrafe, sia nella dedica sia sopra la foto dell'industriale, dove si legge: «Domenica Renzo si è ricongiunto alla sua amata Adelina». Un amore, il loro, che continua anche oltre la morte. Il funerale dell'imprenditore si terrà domani alle 11 al Duomo di Treviso. Il corteo partirà alle 10.45 dalla casa funeraria Cof.
Nato a Preganziol nel 1935, Secco si è poi trasferito a Treviso dove viveva in via Roggia. Ha fatto un mandato da consigliere comunale e fu assessore dal novembre del 1976 al novembre del 1978. È stato uomo di punta del Partito Repubblicano quando, in provincia di Treviso, aveva il 10% dei voti e il suo peso era fondamentale per decidere maggioranze e giunte. Enorme la sua passione per la cultura e la storia dell'arte. Era grande sostenitore del Fai. A lui si devono interventi essenziali come il recupero della piccola chiesa di San Gaeatano.






