Immaginate un’azienda automobilistica in cui gli ingegneri umani progettano un modello di auto sportiva. Questa vettura, una volta uscita dalla catena di montaggio, si accende, si guarda intorno e, nel giro di qualche ora, riprogetta da sola il proprio motore, rendendolo dieci volte più veloce e scattante di quanto i suoi creatori in carne e ossa avrebbero mai potuto concepire.Poi, non contenta, usa quel nuovo motore per dare vita a una terza generazione di automobili ancora più potenti. Il tutto mentre gli ingegneri umani sono andati a prendersi un caffè, scoprendo al loro ritorno che i progetti originali sono diventati reperti archeologici, superati da una tecnologia che non capiscono più fino in fondo.Questo scenario, che fino a pochi anni fa sarebbe stato perfetto per la sceneggiatura di un film di fantascienza hollywoodiano, sta diventando la realtà quotidiana nei laboratori della Silicon Valley. Non parliamo di automobili, ma di righe di codice, algoritmi e reti neurali. Nel mondo tecnologico lo chiamano “auto-miglioramento ricorsivo” (“Recursive Self-Improvement”), ed è la scintilla che sta accendendo il dibattito più urgente, affascinante e per certi versi inquietante del nostro secolo: l’Intelligenza Artificiale sta per sfuggire al controllo dell’uomo? E se sì, quanto siamo vicini a quel punto di non ritorno?Indice degli argomenti