Pensiamo a creare un prodotto non solo con la nostra creatività e le competenze del team che ci supporta, ma anche con l’ausilio di una macchina intelligente. Una macchina che riesca, per esempio, ad analizzare una mole di dati illeggibili dall’occhio umano per volume e varietà e che riesca a impiegarli in modo razionale e anche minimamente creativo attraverso testi, calcoli e grafica. Avere questo “agente” a disposizione - perché a tutti gli effetti di una macchina con intelligenza agentica si tratta - sarebbe metaforicamente come avere uno 007 nella soluzione di una spy story. Aumenterebbe cioè decisamente la nostra capacità di fare una buona innovazione. E, diciamolo, di innovazione il mondo di oggi ne ha bisogno a dismisura!
Anzitutto perché l’innovazione è l’unico motore economico della crescita – come ben dimostrano con i loro invidiabili studi a livello storico, statistico e addirittura matematico, i tre premi Nobel per l’economia dello scorso anno Aghion, Howitt e Mokyr. Ma perché poi l’innovazione fa aumentare vendite e profitti aziendali e quindi indirettamente è il principale contributore di Pil di settori e Paesi europei alla ricerca di una crescita che finanzi l’ingente debito che oramai caratterizza quasi tutti. Ma soprattutto perché l’innovazione aiuta anche a risolvere i problemi della società a partire dal trovare nuove fonti di energia sostenibili, ad aumentare la nostra longevità, a permetterci di costruire qualche forma industriale nello spazio, ad esempio lunare, per ridurre l’inquinamento terrestre.







