Il vicepresidente mandato allo sbaraglio, il segretario di stato rimane in silenzio. Il presidente è riuscito a unire isolazionisti e interventisti nella furente critica al memorandum d’intenti con gli ayatollah. In vista del probabile disastro del midterm, tutti gli eredi sono destinati a essere divorati dal monarca in parabola discendenteIl segretario di Stato e di molte altre cose, Marco Rubio, da giorni tace e lascia parlare il vicepresidente, JD Vance, in qualche modo felice di intestarsi un memorandum d’intesa – non è un accordo o un trattato, i dettagli andranno negoziati nei prossimi 60 giorni, come sempre – che lui racconta come pace conquistata e i suoi detrattori come vergognosa resa. Rubio tace perché chiaramente è in estremo imbarazzo nello scorrere i 14 punti che sanciscono l’incapacità dell’amministrazione non solo Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Mattia FerraresiModenese, come tutti. Giornalista di Domani, scrive di politica estera e altre cose. È stato caporedattore per quattro anni. Ha lavorato per il Foglio e scrive per New York Times, Wall Street Journal, Boston Globe, Foreign Policy. Ultimo libro: I demoni della mente. Il racconto di un'epoca in cui non si ha fiducia in niente ma si crede a tutto (Mondadori)