Dal Tibet all’India, dall’Amazzonia alla Mongolia, passando per l’Africa e le tradizioni musicali europee. Per due giorni Arcidosso si trasformerà in un crocevia internazionale di culture e spiritualità grazie a Espírito Festival, la manifestazione in programma oggi e domani in piazza della Riconciliazione. L’evento, organizzato da Dynamic Space of the Elements e dal Comune di Arcidosso con la collaborazione della Proloco e il patrocinio dell’Ambasciata dell’India a Roma, punta a costruire un dialogo tra popoli e tradizioni attraverso il linguaggio universale della musica. Un progetto che trova una collocazione naturale nel paese amiatino, da anni punto di riferimento per l’incontro tra culture grazie anche alla presenza di Merigar, centro europeo della Comunità Dzogchen Internazionale fondato nel 1981 attorno agli insegnamenti del maestro tibetano Chögyal Namkhai Norbu. "In un tempo segnato da conflitti e divisioni – dice il sindaco Jacopo Marini –, Arcidosso sceglie ancora una volta di essere luogo di relazione, riconoscimento reciproco e condivisione pacifica".

Il festival prenderà il via oggi alle 19 con la presentazione della manifestazione. A seguire saliranno sul palco il Coro dei Madrigalisti Senesi, Ivan Ceci con le suggestive sonorità dei flauti nativi americani e Alessandro Cipriani con una performance di arte audiovisiva contemporanea. La serata proseguirà con i canti di medicina tradizionale e le musiche ancestrali amazzoniche di Bismani Huni Kuî e Isakayawei, prima della conclusione affidata alle atmosfere elettroniche e immersive di Ati Sphere. Domani alle 17 conferenza dedicata alla medicina tibetana, alle 19 spazio alla musica con il Piccolo Coro della Terra, formato dai bambini dell’Amiata, e con Gianni Ricchizzi e il Saraswati House Ensemble. Tra i momenti più attesi figura la partecipazione di Namkhai Yeshi, figlio e discepolo di Chögyal Namkhai Norbu e attuale guida spirituale di Merigar.