Dai tavolini ai matrimoni, dal caos dell’overtourism al decoro dei centri storici. Continuiamo a ricevere segnalazioni da parte di chi ama la città vecchia e teme le continue violazioni ai regolamenti burocratici, ma soprattutto teme la fine del buon senso. È vero, abbiamo finalmente Bari baciata dal turismo, ma... non è che rischiamo di perdere identità? La «Disneyland» che abbiamo sotto gli occhi ci rappresenta davvero?
Nessuno se la prende coi matrimoni - ci mancherebbe, per fortuna qualcuno si sposa! - ma, un po’ come avviene per le lauree, i festeggiamenti spesso vanno oltre. Provate a guardare le immagini sul web e sui social, la città vecchia è anche una balera delle feste: addio silenzio, addio profumi, ma non si può solo essere nostalgici! Finché si può, però: perché quando il «trash» prende il posto dell’autenticità, si rischia di far fallire il progetto turistico intero.
Abbiamo sollecitato il priore della Basilica di San Nicola Padre Giovanni Distante a dirci la sua. «Comprendo perfettamente il desiderio degli sposi di voler personalizzare la cerimonia religiosa in una atmosfera di grande gioia e commozione - sottolinea - ma senza cadere in eccessi che distraggono parenti, invitati, gli stessi sposi, dal significato profondo del sacramento che si celebra. Nonostante le norme vigenti in Basilica, che gli sposi sottoscrivono all’atto della prenotazione, consentano “solo ed esclusivamente due composizioni floreali ai lati del portale centrale”, gli ornamenti floreali invadono ormai quasi l’intera piazza antistante la Basilica».






