"Lo urliamo a gran voce, il mare della borgata di Marola non deve essere soggetto a contrattazioni più di quanto lo sia già. Qualora si neghi il mare alla comunità marolina, consentendolo solo in fasce orarie, l’attività sportiva della borgata verrà fermata, e si chiederà la solidarietà a tutte le altre 12 borgate". Parole vergate a chiare lettere sulla missiva che, nel pomeriggio di mercoledì, il capoborgata del Marola, Andrea Buticchi, ha letto a una comunità intera riunita nell’area verde del paese, durante l’assemblea per discutere sull’ultima proposta del Comando interregionale marittimo nord circa l’entrata in funzione della barriera galleggiante anti intrusione. Tre accessi al giorno di un’ora ciascuno (10-11, 18-19, 22.30-23.30): è questa la disponibilità che la Marina militare ha espresso all’amministrazione spezzina per il transito e l’accesso al porticciolo San Vito di Marola. Ma i marolini non ci stanno. "Ora, da parte nostra, è necessario prendere una posizione precisa – legge Buticchi sul documento - quella che, insieme ad altri soci, abbiamo scritto su questa lettera. Come capo borgata ho chiesto la solidarietà della comunità delle borgate che oggi sono presenti insieme al Comitato, e li ringrazio, perché i problemi della singola borgata sono i problemi di tutti. Qualora venisse negato il mare, ci fermiamo. Nonostante l’ammiraglio Biaggi abbia assicurato che l’attività della borgata non sarà interdetta dalla misura, a noi non sembra corretto il via libera a un’attività sportiva ma non a tutti i borgatari". Una posizione netta dunque, che non lascia spazio ad alternative. O quasi.
Marola, il popolo in rivolta. Le fasce orarie nel mirino: "Il nostro mare non si tocca"
Incandescente assemblea nel borgo ponentino dopo la comunicazione della Marina. Buticchi: "Pronti a fermare l’attività della borgata se viene negato questo bene alla comunità".










