Il fortino della Bosnia regge per 74 minuti, poi la Svizzera lo buca una volta, toglie un uomo agli avversari e passa una seconda, una terza e una quarta volta. A Los Angeles sono gli elvetici ad avere la meglio nella seconda partita del girone B, guadagnandone la testa, dopo una partita dominata dall’inizio alla fine ma che, per lungo tempo, sembrava sfuggire loro dalle mani. Sono i vent’anni di Manzambi - autore di una doppietta - e la freschezza di Vargas a ribaltarne violentemente l’inerzia. Solo nel recupero arriva il gol della bandiera di Mahmic, frustrato poi da un rigore di Xhaka a tempo scaduto per il 4-1 finale. La Svizzera conferma il 4-3-3, sostituendo Zakaria con Widmer come terzino destro e Vargas con Rieder all’ala sinistra. Nella Bosnia dentro un mix di esperienza e freschezza, con il veterano Edin Dzeko e la stellina Kerim Alajbegovic dal primo minuto a differenza del match contro il Canada, oltre all’inserimento di Sunjic. Ma non bastano a dare pericolosità. Al 10’ il primo guizzo è della Svizzera, con Ndoye che riceve in area e calcia rasoterra a fil di palo. Gli elvetici sono padroni del campo e costruiscono varie occasioni, anche su regali avversari. Subito prima della pausa ci prova Freuler dalla distanza, ma sono vari i momenti in cui alla costante pressione offensiva non seguono delle chiare occasioni da gol. La Bosnia si sveglia nel finale, prima con Tahirovic e poi con Dzeko, ma è poco.Anche la ripresa si apre con la Svizzera in avanti, con Ndoye che calcia in porta debolmente e un colpo di testa messo a lato da Aebischer. Una rovesciata del solito Ndoye è la miglior giocata della partita - per il momento - all’11’ st, ma la palla, pur violenta, esce centrale dal suo piede destro e Vasilj devia in angolo. Il portiere bosniaco para ancora su un’incornata di Embolo. I balcanici provano a scuotersi con una botta di Dedic dalla distanza, respinta da Kobel. Dai e dai, però, gli elvetici trovano il vantaggio. Al 29’ st un cross di Vargas non viene allontanato bene da Memic e Manzambi, entrato due minuti per prima per Ndoye, ci si avventa scagliandolo al volo in rete, con Vasilj che tocca ma non può nulla.