Di: Giorgia Fontana - riprese Riccardo Prioglio Doppia detersione, retinolo, protezione solare. Per molti la cura della pelle è diventata una liturgia quotidiana, fatta di passaggi precisi e cosmetici selezionati con attenzione. Sempre più spesso, però, la scelta non avviene davanti allo scaffale del negozio, bensì attraverso lo schermo del cellulare. Giorgia Rigazzi è una di queste consumatrici attente. Ogni giorno utilizza fra i dieci e quindici prodotti “tra siero, contorno occhi e crema” e il percorso verso gli acquisti comincia spesso dai social media: “La prima cosa che faccio è guardare su TikTok la recensione oppure il filmato del prima e del dopo”. Una volta comprato il cosmetico, Giorgia fa un’altra verifica, sempre con il cellulare, ovvero scansiona il codice a barre con applicazioni che ne analizzano gli ingredienti e ne valutano l’impatto sulla salute. Per lei il criterio è chiaro: “Se vedo che il prodotto, pur dandomi un risultato soddisfacente, ha dentro sostanze che non fanno bene, lo butto”.Cosa valutano davvero queste applicazioni?“Allergene”, “potenziale interferente endocrino”, “potenziale cancerogeno”: alcune segnalazioni possono mettere in allarme i consumatori. Ma quanto sono affidabili?“Queste applicazioni utilizzano delle banche dati. Non conoscono la composizione esatta del prodotto e lo valutano solo in base alle sostanze presenti, non in base alla quantità”, specifica Nicola Forrer, direttore del Laboratorio cantonale. Ed è proprio questo aspetto a fare la differenza. La presenza di una sostanza non è infatti sufficiente per determinare il rischio reale. Inoltre, non tutte le segnalazioni riguardano necessariamente un problema per la salute: alcuni ingredienti vengono penalizzati soprattutto per il loro impatto ambientale.“Da un lato c’è la pericolosità tossicologica della sostanza stessa e dall’altro c’è l’esposizione”, che dipende a sua volta da due fattori, ovvero la concentrazione nel cosmetico e la modalità di applicazione. Una crema che rimane ore sulla pelle e uno shampoo risciacquato dopo pochi minuti non espongono l’organismo nella stessa misura, anche se sulla carta contengono gli stessi ingredienti.I cosmetici venduti in Svizzera sono già sottoposti a controlliSecondo il direttore del Laboratorio cantonale, è importante ricordare che i prodotti in commercio sono già soggetti a rigorose verifiche. “Le aziende devono dimostrarne la sicurezza attraverso una documentazione specifica e le autorità effettuano i controlli”. Per questo motivo, aggiunge Forrer, “quello che si compra in Svizzera o in Europa, dal punto di vista della salute, è sicuro”.Le valutazioni delle app possono però risultare particolarmente utili quando si acquistano cosmetici al di fuori dei canali di distribuzione europei. Complice il successo della skincare asiatica, sempre più consumatori ordinano prodotti direttamente da piattaforme estere. In questi casi, le applicazioni possono aiutare a individuare ingredienti che da noi sono vietati o soggetti a restrizioni.Quando la skincare diventa troppo complessaSe da un lato i cosmetici in commercio sono regolamentati, dall’altro la crescente popolarità delle routine di bellezza elaborate può creare qualche problema. “Si costruisce la skincare sulla base dei suggerimenti di amiche e influencer, alla continua ricerca del prodotto magico”, osserva il dermatologo e medico estetico Marco Ugolini. Il rischio non è tanto il singolo prodotto, quanto la combinazione di molti trattamenti diversi. “Il sovrapporre diversi passaggi sia la mattina sia la sera può, in alcuni casi, generare delle combinazioni che provocano fenomeni irritanti”, spiega Ugolini. Per questo il consiglio degli specialisti è di puntare sulla semplicità e rivolgersi a un professionista quando si manifestano problemi della pelle o dubbi specifici.Uno strumento utile, ma da usare con spirito criticoIn conclusione, queste applicazioni possono aiutare a orientarsi tra ingredienti spesso difficili da interpretare. Gli esperti, però, invitano a non considerarle un giudice assoluto. “È importante leggere bene perché l’app è arrivata a una certa valutazione”, raccomanda Forrer.Un consiglio che Giorgia segue senza rinunciare alla scansione prima di un acquisto. “Sono contenta di avere strumenti del genere. Capisco che cosa mi sto mettendo in faccia e sui capelli e questo mi dà sicurezza”. Perché, tra recensioni sui social, algoritmi e pareri degli esperti, la scelta finale resta comunque nelle mani del consumatore.