Non è più solo un gioco davanti allo specchio. L’uso sempre più precoce di sieri, maschere viso, creme anti-age e prodotti skincare pensati per adulti sta diventando un fenomeno così diffuso da avere già un nome: “cosmeticoressia”. A rilanciare l’allarme, nei giorni scorsi, è stata anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha avviato due istruttorie nei confronti di Sephora Italia e, per alcuni marchi e linee prodotto, di Benefit Cosmetics, Lvmh Profumi e Cosmetici Italia, ipotizzando possibili pratiche commerciali scorrette nella promozione di cosmetici per adulti a bambini e adolescenti, anche sotto i 10-12 anni.

Ma al di là del profilo commerciale, la domanda più urgente è un’altra: cosa succede alla pelle delle più piccole quando viene esposta troppo presto a prodotti non pensati, né testati, per la loro età? Perché la pelle infantile non è una versione in miniatura di quella adulta, ed è proprio questa fragilità a renderla più esposta a irritazioni, sensibilizzazioni e danni da uso improprio.

Lo studio sulle routine skincare su Tik Tok

A confermare che non si tratta solo di un allarme generazionale o di una moda passeggera sono anche i dati scientifici. Uno studio pubblicato su Pediatrics ha analizzato le routine skincare pediatriche mostrate su TikTok e ha concluso che sono spesso costose, raramente includono la protezione solare ed espongono a ingredienti associati a rischio di irritazione, dermatite allergica da contatto e fotosensibilità. Il messaggio è netto: per bambine e preadolescenti offrono poco o nessun beneficio.