Una serata speciale al Museo Mug2 per ripensare alle metodologie del ’fare artistico’ – dal manufatto artistico alle produzioni di opere in serie alle tecnologie digitali in fotografia – che nel corso del tempo si sono succedute. Sarà durante l’incontro con l’artista Oronzo Ricci, in ambito della conferenza ’Io non ho paura. L’intelligenza artificiale in relazione all’arte’, che i nessi fra la creatività e le produzioni di opere realizzate dalle macchine specializzate e con IA verranno messi in risalto, ad indagare il rapporto di fiducia e di valore dell’opera d’arte che nel corso dei secoli ha assunto differenti sembianze e significato. Appuntamento stasera dalle 21.30 nel cortile di palazzo Vescovile in via Alberica 26, a Massa. "L’intelligenza artificiale – dice Oronzo Ricci – accolta con entusiasmo in diverse attività, è temuta dagli artisti che vedono spirare la propria arte in quanto eseguibile da una macchina. Questo timore, all’alba della fotografia due secoli fa, fece effettivamente battere il passo all’arte per circa mezzo secolo. Sicuramente anche ora, per quei signori che gabellano i loro manufatti per arte, ignorando i principi basilari per la costruzione di un’opera d’arte e l’impossibilità - di questa sovente - di poter essere eseguita da una macchina. La macchina non sbaglia, ripete pedissequamente ciò che l’uomo ha inserito. L’arte è il prodotto di una serie di fattori fra i quali l’errore. L’artista non ripete. Un amico un giorno mi disse: “Il primo uomo che donò una rosa a una donna era un genio, il secondo un imbecille“. Basterebbe solo questo per capire che una macchina non può produrre arte".