L"armamento italiano dice no all"ipotesi futura di dover pagare per consentire alle navi di attraversare o stretto di Hormuz.
Come noto a questa possibilità è stato dedicato uno dei punti messi nero su bianco nell"accordo fra Usa e Iran, che potrebbe portare all"introduzione di una tariffa per il riconoscimento di servizi al traffico marittimi da riconoscere all"Oman o all"Iran, i due Paesi le cui coste delimitano questo tratto di mare.«In attesa di conoscere i dettagli dell"accordo rifuggiamo qualsiasi ipotesi di un pedaggio per attraversare lo Stretto, ipotesi che sarebbe contraria al principio della libertà di navigazione» ha detto Stefano Messina, presidente dell"associazione Assarmatori (aderente a Conftrasporto-Confcommercio), in occasione dell"annual meeting che si è tenuto a Roma.Anche la confindustriale Confitarma (Confederazione Italiana Armatori), riunitasi a Napoli per un proprio consiglio generale, ha espresso «ferma e unanime contrarietà verso qualunque forma di pedaggio nello Stretto di Hormuz», definendo la libertà di navigazione attraverso gli stretti internazionali come un «principio inviolabile per l"economia, gli approvvigionamenti energetici e la competitività del Paese».














