L’Iran sta trattando con l’Oman per trovare un modo condiviso per far pagare una specie di pedaggio alle navi che attraversano lo stretto di Hormuz, bloccato oggi sia dall’Iran che dagli Stati Uniti e uno dei punti più difficili da sciogliere nei negoziati per la pace in Medio Oriente. È un’eventualità di cui si discute da un po’, ma mercoledì lo ha confermato a Bloomberg l’ambasciatore iraniano in Francia, Mohammad Amin-Nejad. L’Oman per il momento non ha commentato.

Il regime iraniano controlla lo stretto tramite la sua forza militare più potente, i Guardiani della Rivoluzione. Minaccia di attaccare le navi che passano senza autorizzazione, e in alcuni casi le ha effettivamente attaccate. Ha inoltre minato il fondale, costringendo le navi a usare una rotta stabilita dal regime che passa dalle acque territoriali iraniane. Ha già iniziato a riscuotere pedaggi mesi fa, anche fino a 2 milioni di dollari a nave, ma non in modo sistematico.

L’idea è che Iran e Oman trovino insieme un modo per renderlo sistematico e duraturo. L’Iran ha detto varie volte che intende controllare lo stretto anche dopo la fine della guerra, e usare i soldi ricavati dai pedaggi per la riparazione dei danni inflitti dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Ha già istituito un’autorità preposta, l’Autorità dello Stretto del Golfo Persico, che mercoledì ha pubblicato una mappa in cui mostra la propria «giurisdizione». Per transitare, ha scritto, sarà necessario il «coordinamento» e l’«autorizzazione» dell’Autorità.