Confitarma esprime una «ferma e unanime contrarietà a qualunque forma di pedaggio nello Stretto di Hormuz». La posizione della Confederazione degli armatori è emersa con forza durante il consiglio generale e l’assemblea privata, che si sono tenuti a Napoli, presso la sede del gruppo Grimaldi. «Il diritto di passaggio delle navi in transito attraverso gli stretti internazionali - ha detto il presidente dell’associazione, Mario Zanetti - deve essere libero e non può essere soggetto a limitazioni e a pedaggi, siano essi espliciti o mascherati. Ribadiamo il principio fondamentale della libertà di navigazione, da cui dipendono gli approvvigionamenti energetici, il commercio internazionale e la competitività del nostro Paese».

A questo proposito, durante il consiglio si è posta l’attenzione sul fatto che il pagamento, da parte degli armatori, di un pedaggio o di un qualsiasi servizio a favore di uno Stato sanzionato, come attualmente è l’Iran, potrebbe configurarsi come una violazione del regime sanzionatorio Ue e quindi comportare anche violazioni delle clausole contrattuali dei finanziamenti bancari già in essere.

«Seguiamo con attenzione - ha aggiunto Zanetti - gli sviluppi diplomatici in corso ma, al momento, la situazione richiede prudenza e massima vigilanza, in particolare per i 20mila marittimi ancora coinvolti, che rappresentano la priorità. Auspichiamo, ovviamente, la più rapida risoluzione della crisi e un’accelerazione della riapertura della navigazione sicura nello Stretto; anche, se necessario, grazie al contributo prezioso della nostra Marina militare, insieme alle altre marine nazionali».