Nonostante il crescente interesse da parte dei capitali esteri, l"immobiliare commerciale italiano attrae 12 miliardi di investimenti l"anno, pari allo 0,5% del pil, mentre nei principali mercati europei vale il 2%.

Va peggio il residenziale, che pesa l"8% degli investimenti immobiliari in Italia, mentre nel resto d"Europa vale il 25%. «Questi numeri non descrivono soltanto un ritardo: indicano soprattutto una straordinaria opportunità di crescita», ha detto il presidente di Confindustria Assoimmobiliare, Davide Albertini Petroni, in occasione dell"assemblea tenutasi ieri a Roma.

L"augurio dell"associazione è che «il Piano Casa diventi il primo tassello di una politica industriale nazionale per il real estate, con regole attuative chiare, pieno coinvolgimento degli operatori privati e dei partenariati pubblico-privati».

Il tema dell"abitare è centrale e ha un forte impatto sul mondo del lavoro, bisogna pensare infatti alla casa come «un"infrastruttura sociale ma anche produttiva».

Albertini Petroni ha anche commentato la sentenza del tribunale di Milano: «Spero rappresenti un passaggio per superare lo stallo urbanistico e la paura della firma».