Insularità19 giugno 2026 alle 00:35Cossa: trasporti marittimi, le nostre merci finanziano la carbonizzazione altrui

Il mare non può essere un ostacolo allo sviluppo della Sardegna, non deve creare squilibri e barriere alla libera circolazione delle merci e minare la competitività; la transizione ecologica del trasporto marittimo non può trasformarsi in un costo insostenibile per le imprese e i cittadini.

Lo svantaggio

Partiamo già con un grande svantaggio, la logistica – l’infrastruttura invisibile che regge l’intero sistema produttivo regionale – pesa il 40% in più rispetto all’Italia, è uno dei gap dell’insularità mai affrontati concretamente nonostante il principio inserito in Costituzione quattro anni fa, e ora c’è un altro onere a frenare crescita e pari opportunità, una “tassa odiosa” è stata definita – l’Ets (Emission Trading System) – che va cambiata.

L’imminente dibattito a Bruxelles – a metà luglio – sulla sua revisione porta a fare rete a diversi livelli, così ieri a Cagliari è stato presentato l’asse Sardegna-Liguria per una battaglia comune contro l’extracosto sul trasporto merci, durante un incontro organizzato dai Riformatori, ospite il presidente della Regione Liguria Marco Bucci.«Tutte le navi del mondo non raggiungono il 2,5% della Co2 che viene immessa nell’aria», sottolinea il governatore, «dunque è ridicolo che si tassi questa piccola percentuale, quando tutto il resto viene fatto senza tassazione». Prosegue: «Tutto lo shipping rappresenta l’85% delle merci e il 100% dell'informazione digitale attraverso i cavi sottomarini. È assolutamente incredibile come si voglia tassare una parte così importante dell'economia globale senza valutarne gli effetti. Noi siamo totalmente contrari, e faremo tutto il possibile perché in Europa venga cambiata la decisione. Lavoriamo assieme alla Sardegna, le nostre regioni hanno legami antichi e oggi rapporti importantissimi e sfide che possiamo affrontare facendo fronte comune».