Nella nostra società, nonostante ci sia un’apertura mentale nei confronti delle famiglie cosiddette aperte, il tradimento rimane ancora un tabù. Non tanto per l’atto fisico in sé, ma per il mondo parallelo che viene a crearsi dal vuoto, dall’insoddisfazione, dalla voglia di evasione, dal non voler chiudere la propria vita in una gabbia chiamata matrimonio. Nel territorio ambiguo del tradimento, per chi ha valori morali più tradizionali, convivono desiderio e senso di colpa. Il nemico (Feltrinelli), nuovo romanzo di Federica De Paolis, osserva proprio il momento esatto in cui la protagonista si scinde in due parti.
Ospite del vodcast Il Piacere della Lettura, dalla libreria Arethusa di Roma, De Paolis ha raccontato che una delle scintille che ha dato il via alla stesura del romanzo è stato l’ascolto di molte confessioni raccolte nelle sue presentazioni. “Volevo raccontare quel momento in cui nel corpo di una persona scorrono contemporaneamente sangue caldo e sangue freddo.” Desiderio e possibilità di sentirsi vivi da una parte, menzogna e paura dall’altra.
La protagonista è Adele, traduttrice torinese di cinquant’anni, e moglie di Dario, chirurgo ortopedico, col quale ha una figlia adolescente. Il libro parte in medias res: l’amica Dacia le consiglia di tradire per continuare a sentirsi viva. Adele si invaghisce di Roland Blier, un famoso scrittore francese carismatico e inquietante. Se all’inizio, per Adele, la relazione sembra una rinascita sentimentale e intellettuale, poco dopo si trasforma in ossessione e dipendenza emotiva.







