Genova – Una serata storica. La prima di tre, per un totale finale di 90mila persone. A riaprire lo stadio Luigi Ferraris di Genova, a 22 anni dall’ultimo grande concerto, che fu di Vasco, è lo show di Olly. Un passaggio di testimone quasi mistico. “È festa”, proprio come il titolo della canzone che inaugura la scaletta di queste giornate indelebili che per alcuni, con un po’ di capelli bianchi, sono come riavvolgere indietro il nastro del tempo, a quando i grandi nomi della musica facevano risuonare Marassi, per altri sembrano un’allucinazione collettiva, visto che almeno due generazioni di liguri non hanno mai visto un concerto su quel prato verde, per altri ancora si spera diventino in futuro una normalità, se a livello politico e istituzionale si avrà la volontà e il coraggio di raccogliere quanto tracciato dal cantautore genovese, dal suo team e dal promoter Magellano, che da settimane curano l’allestimento.
Olly al Ferraris, cori di attesa dei fan prima dell'inizio dello spettacolo
Nell’aria c’è profumo di trofie al pesto e slerfe di focaccia e l’atmosfera è a metà tra quella dei grandi concerti – a cui il Luigi Ferraris ha dimostrato di non avere nulla da invidiare – e una partita di calcio in Gradinata Sud, tra persone arrivate da tutta Italia e i liguri vestiti di blucerchiato, anche se per una sera Olly ha riunito tutti sotto il potere della sua musica.














