Brugherio (Monza e brianza), 18 giugno 2026 – Cosa avrà pensato a vedere tutto quel trambusto con sua madre che chiedeva aiuto a gran voce? Di certo si è spaventato parecchio e si è messo a piangere. E di certo sua mamma ha vissuto un momento di grande preoccupazione, di quelli che le madri mai vorrebbero attraversare, quando ieri mattina ha scoperto che il suo piccolino, di appena due anni, era rimasto chiuso nella macchina di famiglia e non c’era modo di aprire le portiere. Per fortuna, almeno, non faceva ancora troppo caldo, dato che è accaduto tutto nelle primissime ore della mattina di oggi. Fatto sta che per liberare il bambino sono dovuti intervenire gli agenti della polizia locale e soprattutto i vigili del fuoco. Accade tutto alle 8.30 circa, quando un bambino di due anni è rimasto chiuso in auto in una zona centrale di Brugherio, per colpa del malfunzionamento dell’impianto elettrico della vettura. La mamma, un’italiana di 31 anni residente in paese, che aveva caricato il bimbo sull’auto di famiglia, all’improvviso si è trovata alle prese con un’emergenza imprevista: una volta appoggiata la borsa nell’abitacolo, quando è tornata per salire le portiere della sua Renault Clio si sono chiuse all'improvviso e non c’è stato modo di aprirle per raggiungere il piccolo. Dopo aver chiesto aiuto appunto a gran voce, sul posto sono intervenuti la polizia locale di Brugherio e soprattutto i vigili del fuoco del Comando provinciale di Monza e Brianza, che di ritorno da un intervento a Vimercate (era il turno in servizio dalla notte precedente) hanno raggiunto il posto e spaccato il finestrino della portiera posteriore sinistra per liberarlo. Prima però, per evitare rischi per il bambino, hanno messo sul vetro la speciale pellicola antischeggia, in modo che al momento di infrangere il finestrino nulla potesse raggiungerlo e ferirlo. Poi, con un punteruolo hanno spaccato il vetro. Tutto è bene quel che finisce bene, si potrebbe concludere, anche se per prudenza nel frattempo era intervenuto anche il personale del 118 con un’ambulanza. Anche se fortunatamente il bambino, pur in lacrime e tutto sudato per l’agitazione, stava bene e quindi non è stato necessario trasportarlo in ospedale. È bastato un caldo abbraccio della mamma.