Difficilmente attraversiamo le sale di un palazzo storico con il naso all’insù, distratti da opere d’arte appese alle pareti o da memorabilia dislocate nelle teche. Invece architetti e decoratori dei secoli passati hanno immaginato che in cima a quelle stanze si aprissero cieli luminosi, terrazze e giardini popolati di putti, santi, Madonne, eroi e dèi antichi.

Affreschi, stucchi, mosaici che oggi si rivelano nella mostra fotografica “Volte, cupole e soffitti” allestita nella Manica Lunga di Palazzo d’Accursio fino all’1 luglio. Gli scatti sono di Giuseppe Porisini, fotografo professionista operativo a Bologna e scomparso nel 2025, che nel 2006 ha iniziato a documentare in maniera sistematica i soffitti di chiese e palazzi, dando vita poi a un grande archivio digitale nominato appunto “Volte, cupole e soffitti”, consultabile in rete.

Nell’esposizione in questione sono riuniti alcuni dei monumenti più iconici e visitati della nostra regione di cui si offre una prospettiva inedita.

La cupola di San Domenico, con architetture illusionistiche in cui si muovono angeli musicanti. O la più austera cupola centrale della Basilica di San Luca, decorata tra il 1922 e il 1932 da Giuseppe Cassioli che volle raffigurare Papa Benedetto XV che benedice il mondo. È invece un intrico di racemi, piante rampicanti e fiori il soffitto della settecentesca Sala della Boschereccia a Palazzo d’Accursio, all’ineterno delle Collezioni Comunali d’arte, mentre il cinquecentesco Palazzo Barbazzi, affrescato da Cesare Baglione, presenta una ricca decorazione con le “Storie di David” e con riquadri in cui compaiono figure alate, uccelli, festoni, frutti, nastri, mascheroni.