"Magistro Francesco da Castello ha posto suso la sua porta, la quale è superbissima assai, e più non richiede ala casa, e per una casa credo non se ne trovi in Italia la pare, lui triumpha e gode". Così scrive il 15 agosto 1499 Bernardino Prosperi a Isabella d’Este, manifestando la soddisfazione del medico di corte, Francesco da Castello, circa i lavori del suo palazzo, che oggi conosciuto come Palazzo Prosperi Sacrati. La lettera si riferisce in particolare alla "porta", ossia al portale monumentale che si apre su Corso Ercole I d’Este, di attribuzione incerta. Sicuro, invece, è il fatto che Palazzo Prosperi Sacrati è sempre stato considerato dai ferraresi come un simbolo di identità; il suo portale come un elemento urbanistico di abitudine, in grado di chiamare gli sguardi di tutti gli automobilisti che vi si affiancano, fermati dal semaforo.
Per questo non è stata poi così sorprendente la folla di persone riunite (più di 600), in coda nonostante il caldo anomalo, davanti all’ingresso del palazzo, ieri sera, per la presentazione alla cittadinanza dei lavori di restauro e riqualificazione, in prospettiva di riaprire Prosperi Sacrati al pubblico. Il cantiere è costato circa 7milioni di euro e i fondi hanno attinto per 5 milioni da uno specifico finanziamento del Ministero della Cultura, per 1,7 milioni dalla Regione (fondi post sisma) e per 600mila euro dal Comune di Ferrara. Il progetto è stato affidato allo Studio di Architettura Zermani e Associati, con la direzione lavori del progettista Paolo Zermani. "La filosofia di intervento – ha detto in conferenza – ha puntato all’eliminazione degli elementi incongrui aggiunti al corpo originario, al consolidamento strutturale e alla reintegrazione delle parti decorate, dotando l’edificio dei servizi necessari alla nuova destinazione museale".







