Non si trattò di una perdita improvvisa. Negli anni immediatamente successivi al suo trionfo internazionale, appena dopo i 30 anni, la voce di Maria Callas cominciò a mostrare segnali di instabilità: acuti meno nitidi, oscillazioni del suono, riduzione della capacità di sostegno respiratorio. Con il passare del tempo questi problemi divennero sempre più evidenti. La stessa Callas sembrava incapace di prevedere quando avrebbe cantato al massimo delle proprie possibilità e quando invece avrebbe incontrato difficoltà.

Il progressivo declino vocale della cantante è un dato storicamente documentato sul quale studiosi, medici, colleghi e storici della musica concordano. Le sue cause, tuttavia, non sono mai state chiarite. Nel corso dei decenni sono state avanzate diverse spiegazioni, tra cui lo stress emotivo, il drastico dimagrimento, l’eccessivo utilizzo della voce, problemi psicologici o effetti collaterali farmacologici.

L’ipotesi della malattia autoimmune

Uno studio, pubblicato sul Journal of Voice da un gruppo di ricerca dell’Università di Padova composto da specialisti dell’UOC di Otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedale-Università di Padova e dell’Istituto di Storia della Reumatologia, propone oggi una diversa interpretazione del caso. Clinica. Secondo gli autori, una possibile spiegazione del declino vocale della Callas potrebbe infatti essere la dermatomiosite, una rara malattia autoimmune che colpisce muscoli e cute e che, in alcuni casi, può interessare anche la laringe e la muscolatura respiratoria coinvolta nella produzione della voce. Un’ipotesi già avanzata in passato, ma finora non indagata con rigore scientifico.