Un look Simone Rocha spring-summer 2027 (foto Francesc Ten/MFF)

«Il giorno della sfilata è quello che preferisco dell’intero processo. Amo lavorare con il mio team, costruire tutta una storia, comporla nella location con la musica e i modelli. È la parte migliore, è il mio sogno». Simone Rocha si presenta nerovestita, gonna a tubo e bomber di raso con cappuccio, nel foyer del Teatro della pergola per la press preview che ha allestito, in via eccezionale, in vista della sua prima sfilata di solo menswear a Pitti uomo 110. I capelli raccolti in due trecce lasciano scoperti gli orecchini di cristalli, decorati dai fiocchi signature della sua fashion house. «Volevo che ci fosse bellezza ma anche realismo in questa collezione, un equilibrio tra ornamento e concretezza. L’uomo che ho immaginato viene dal mio mondo, è tenero ma anche molto radicato».

Così la stilista sino-irlandese, guest designer dell’edizione estiva del salone fiorentino, racconta la genesi della proposta maschile spring-summer 2027 con cui ha deciso di avviare un nuovo capitolo per il suo brand, noto per il romanticismo attraversato da una vena sovversiva very british. Quanto al timing, spiega a MFF: «Il progetto era in gestazione da un po’. Mi piace prendermi il tempo necessario per fare le cose e sentivo che era arrivato finalmente il momento di condividerlo». Nata e cresciuta a Dublino, studi alla Central Saint Martins, Simone Rocha ha debuttato alla London fashion week nel 2010. Sedici anni dopo, il suo nome è ancora uno dei più interessanti nel panorama della moda britannica, grazie a collezioni che esplorano temi personali come l’Irlanda, Hong Kong, l’arte, la famiglia e collaborazioni hype da Crocs a Moncler, fino a Jean Paul Gaultier che due anni fa l’ha voluta come guest designer per la sua haute couture spring-summer 2024.